Reportcompleto
Aion 2 non è particolarmente amichevole con i personaggi secondari: alcune risorse sono condivise a livello di account, altre di server, costringendo più personaggi a contendersi parte delle stesse ricompense. Per questo motivo, la mia esperienza si basa principalmente sul Cleric, l'unico healer principale disponibile al lancio. Una prospettiva che inevitabilmente influenza alcuni giudizi, soprattutto sul combat system e sull'endgame.
Gameplay — Due modi di combattere
Aion 2 parte bene, con un editor del personaggio estremamente dettagliato, nel quale chi ama personalizzare ogni minimo particolare può perdere parecchio tempo. Fortunatamente, una volta finito di sistemare il colore degli occhi, c'è anche un gioco da affrontare. E il combat system è probabilmente la sua qualità migliore.
Il Cleric è dinamico, moderno e soprattutto divertente. Alcune meccaniche dei boss tendono a ripetersi, come gli immancabili cerchi concentrici da schivare, ma combattere continua a darmi soddisfazione. Anche la gestione delle abilità è convincente: dodici slot utilizzabili, possibilità di creare chain e macro più quattro Stigma da scegliere tra quelle disponibili. Il sistema di Stigma, in particolare, conserva una buona libertà di personalizzazione riuscendo ad eliminare parte della macchinosità che ricordavo nel primo Aion.
La scelta più interessante è però quella tra due modalità di controllo. Aion I richiama gli MMORPG classici, con l'attacco automatico che parte dopo la prima abilità offensiva. Aion II si avvicina invece agli action RPG: visuale controllata dal mouse, mirino centrale e abilità utilizzabili anche con i suoi pulsanti. Personalmente, preferisco Aion II quando devo picchiare mostri o persone, mentre per curare torno quasi sempre all'interfaccia tradizionale. Poter scegliere in base al proprio ruolo è un'ottima soluzione.





